Nutrire le proprie api: consigli pratici per iniziare con l’apicoltura

Il nutrimento non compensa una cattiva gestione dell’alveare. Nutrire le proprie api rimane un gesto tecnico che risponde a situazioni specifiche e, se mal calibrato, destabilizza la colonia più di quanto la sostenga. Prima di versare qualsiasi sciroppo, è necessario saper leggere lo stato delle riserve e comprendere ciò che la colonia si aspetta realmente.

Rapporto zucchero/acqua dello sciroppo: dosaggi secondo l’obiettivo apistico

Uno sciroppo di nutrimento non ha la stessa concentrazione a seconda che si stimoli la deposizione o si costituiscano riserve invernali. Confondere i due significa inviare un segnale sbagliato alla colonia.

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Lo sciroppo leggero (50/50 in peso) simula un raccolto di nettare. Le api lo immagazzinano lentamente, la regina interpreta questo apporto come una risorsa in entrata e accelera la deposizione. Lo utilizziamo in primavera, quando i telai di covata devono svilupparsi prima del primo raccolto.

Lo sciroppo pesante (due parti di zucchero per una parte d’acqua) serve a costituire riserve. Le api lo disidratano più rapidamente e lo opercolano in fretta. È il dosaggio adatto alla fine dell’estate, dopo l’ultima raccolta, quando la colonia deve immagazzinare prima dell’inverno. Dare uno sciroppo leggero in questo periodo costringe le api a ventilare di più, il che le stanca inutilmente.

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Consigliamo di trovare consigli per il nutrimento delle api adatti a ogni stagione per evitare questi errori di dosaggio frequenti tra i principianti.

Lo zucchero bianco cristallizzato (saccarosio puro) rimane la base. Lo zucchero di canna, il miele di origine sconosciuta o gli sciroppi industriali contenenti maltosio in proporzioni elevate presentano rischi sanitari per il tubo digerente delle api, in particolare durante l’inverno, quando non possono effettuare voli di pulizia.

Apicoltore che versa sciroppo di zucchero in un nutrimento per alveare all'interno di un laboratorio di apicoltura rustica

Candi o sciroppo in inverno: criteri di scelta per il nutrimento invernale

Il candi è l’unico apporto accettabile in pieno inverno. Sotto il grappolo, le api non si spostano fino a un nutrimento liquido. Il candi, posato direttamente sulle teste dei telai sotto il copritelaio, rimane accessibile senza rompere il grappolo.

Un candi apistico standard è composto da zucchero a velo e miele (o sciroppo di zucchero invertito) lavorato fino a ottenere una pasta compatta. La consistenza conta: troppo morbido, cola tra i telai; troppo duro, le api faticano a prelevarlo.

Quando passare dal candi allo sciroppo

La transizione avviene quando le temperature esterne superano regolarmente le soglie che permettono alle api di uscire e ventilare. In pratica, osserviamo che il passaggio allo sciroppo leggero di stimolazione coincide con i primi ingressi di polline visibili sulla tavola di volo.

Dare sciroppo troppo presto all’uscita dell’inverno, mentre le notti rimangono fredde, provoca una condensa eccessiva nell’alveare. Questa umidità favorisce la nosèmosi e può uccidere colonie già indebolite.

Valutare le riserve prima di nutrire: la pesatura posteriore dell’alveare

Nutrire “per precauzione” senza valutare le riserve reali è un errore comune. Un eccesso di nutrimento blocca lo spazio di deposizione: le api immagazzinano lo sciroppo nelle celle centrali e la regina non ha più spazio per deporre.

La pesatura posteriore rimane il metodo più affidabile. Sollevando il retro dell’alveare con una mano, un apicoltore esperto stima il peso relativo. Per un principiante, una bilancia a gancio fissata sotto la maniglia posteriore fornisce una misura ripetibile.

  • Un alveare Dadant correttamente rifornito per l’inverno presenta un peso totale nettamente superiore a quello di un alveare vuoto dotato dei suoi telai costruiti. Se la differenza è ridotta, è necessario un supplemento.
  • Durante la stagione, una rapida perdita di peso su più giorni consecutivi segnala un’interruzione brusca della raccolta, situazione in cui un apporto di sciroppo leggero evita un blocco della deposizione.
  • Dopo il trattamento anti-varroa di fine estate, la pesatura consente di verificare che il nutrimento supplementare sia stato effettivamente immagazzinato prima dei primi freddi.

Vista ravvicinata di centinaia di api che si nutrono in un telaio nutriente riempito di sciroppo zuccherato posato su un alveare aperto

Nutrimento estivo e stress climatico: l’acqua prima dello zucchero

Gli episodi di siccità e di ondate di calore modificano la conduzione del nutrimento. I recenti ritorni sul campo mostrano che la prima misura in periodo di calore non è lo zucchero ma l’accesso a un punto d’acqua stabile, pulito e situato nelle immediate vicinanze dell’apiario.

Senze acqua, le bottinatrici percorrono distanze considerevoli per rifornirsi, il che riduce la popolazione attiva nell’alveare e indebolisce la colonia. Un semplice abbeveratoio con sfere di argilla o tappi di sughero galleggianti è sufficiente a coprire i bisogni.

Il nutrimento estivo con sciroppo leggero interviene quando la raccolta si interrompe bruscamente in piena stagione, non solo in preparazione dell’inverno. Se i telai laterali si svuotano e le api iniziano a cannibalizzare la covata, un apporto occasionale di due o tre giorni rilancia il ciclo. Aspettare che un alveare sia già indebolito per intervenire complica il recupero.

Scelta del nutrimento: copritelaio, telaio o ingresso

Il tipo di nutrimento condiziona la velocità di assunzione e il rischio di saccheggio tra le colonie.

  • Il nutrimento copritelaio (tipo Nicot) offre la maggiore capacità e limita il saccheggio poiché l’accesso avviene dall’alto, all’interno dell’alveare. È lo standard per il nutrimento massiccio di fine estate.
  • Il nutrimento a telaio si inserisce al posto di un telaio laterale. La sua capacità è più bassa, ma si adatta bene alle arnie e agli apporti frazionati di stimolazione primaverile.
  • Il nutrimento d’ingresso (tipo Boardman) espone lo sciroppo all’esterno. Scatena facilmente il saccheggio e attira le vespe. Lo sconsigliamo tranne per piccole forniture occasionali su colonie isolate.

Qualunque sia il modello, un galleggiante o una griglia anti-annegamento nella zona dello sciroppo riduce la mortalità. Pulire il nutrimento con acqua calda tra ogni riempimento limita lo sviluppo di muffe.

Un nutrimento ben condotto si basa su tre elementi: una diagnosi preliminare tramite pesatura, un dosaggio adatto alla stagione e un materiale pulito. Qualsiasi intervento senza una lettura preliminare dello stato della colonia rischia di creare più problemi di quanti ne risolva.

Nutrire le proprie api: consigli pratici per iniziare con l’apicoltura